IL RITORNO DEL NOMA

REDZEPIDI NUOVO PRIMO. IL RISTORANTE NOMA DI COPENHAGEN DELLO CHE RENEE’ REDZEPI E’ ANCORA UNA VOLTA IN VETTA ALLA CLASSIFICA CHE PREMIA I 50 MIGLIORI   RISTORANTI AL MONDO. PER L’ITALIA SOLO TRE I RISTORANTI IN CLASSIFICA: L’OSTERIA FRANCESCANA DI MODENA, PIAZZA DUOMO DI ALBA E LE CALANDRE DI RUBANO.

botturaMASSIMO BOTTURA SI CONFERMA GLORIA DELLA CUCINA NAZIONALE, CON  IL SUO MERITATISSIMO TERZO POSTO. ENRICO CRIPPA, DEL DUOMO DI ALBA MIGLIORA LA POSSIZIONE CONQUISTATA NEL 2013 E SALE DAL 41 ESIMO AL 39 ESIMO POSTO. MASSIMILIANO ALAJMO CON LE CALANDRE RETROCEDE DALLA 27ESIMA ALLA 46ESIMA POSIZIONE. UN VERO PECCATO PER DAVIDE SCABIN , CHE CON IL SUO COMBAL ZERO DI RIVOLI SCENDE DALLA 40ESIMA ALLA 51ESIMA POSIZIONE.

501AL SECONDO POSTO DOPO REDZEPI IL MAGICO EL CELLER DE CAN ROCA DI GIRONA IN SPAGNA, CHE ERA PRIMO LO SCORSO ANNO.

ED E’ PROPRIO LA SPAGNA A MANTENERE LA LEADERSHIP IN CLASSIFICA CON SETTE RISTORANTI, TRE DEI QUALI NELLA TOP TEN.

CON SETTE RISTORANTI GLI STATI UNITI FIANCHEGGIANO SPAGNA E FRANCIA. ELEVEN MADISON PARK A NEW YORK  SALE DI UN POSTO AL NUMERO 4, CONQUISTANDO IL TITOLO DI MIGLIOR RISTORANTE IN AMERICA DEL NORD.

50PER LA PRIMA VOLTA IL REGNO UNITO CONQUISTA DUE POSIZIONI ALL’INTERNO DELLA TOP TEN.

LA FRANCIA VANTA CINQUE RISTORANTI IN CLASSIFICA.

IN EVIDENZA IL SUD AMERICA , CON HELENA RIZZO CHE OTTIENE IL PREMIO COME MIGLIORE CHE DONNA DEL MONDO, MENTRE ATALA CONQUISTA UN PREMIO MOLTO AMBITO, LO CHEF’S CHOICE AWARD, CHE DERIVA DALLE VOTAZIONI DI TUTTI GLI CHEF IN CLASSIFICA.

E’ UNA FESTA MOLTO EMOZIONANTE CHE MI E’ CAPITATO DI VIVERE QUALCHE ANNO FA. THE WORLD’S BEST RESTAURANT E’ ORGANIZZATA DALLA RIVISTA INGLESE RESTAURANT ED E’ PRESENTATO IN COLLABORAZIONE CON I PIU’ INFLUENTI RISTORATORI DEL MONDO, I MIGLIORI CHEF E I MEDIA INTERNAZIONALI.

LA CLASSIFICA VIENE STILATA OGNI ANNO DA UN INFLENTE GRUPPO DI OLTRE 900 LEADER INTERNAZIONALI DEL SETTORE DELLA RISTORAZIONE. . NON ESISTE UNA LISTA DI CRITERI PREDETERMINATA. IL GIUDIZIO FA RIFERIMENTO A CIO’ CHE IL RISTORANTE SA ESPRIMERE A 360 GRADI IN TERMINI DI SERVIZIO, ACCOGLIENZA, AMBIENTE, FILOSOFIA DI CUCINA.

COME OGNI ANNO NON MANCANO PERO’ LE POLEMICHE: L’ITALIA PUO’ ESSERE SODDISFATTA? NON CREDO. TRE RISTORANTI – TUTTI DEL NORD ITALIA –

SU CINQUANTA SONO DAVVERO POCHI E NON RENDONO GIUSTIZIA AL PESO CHE LA NOSTRA CUCINA HA ORMAI RAGGIUNTO E ALLA FAMA INTERNAZIONALE CHE NE CONSEGUE.

C’E’ ANCORA TANTA STRADA DA FARE.

Un raggio di sole

C’e’  un timido raggio di sole, un venticello di speranza. Per una volta arriva dall’Istat non la solita gragnuola di brutte notizie, corredate da sfilze infinite di segni meno, ma un insperato segnale di piccola ripresa.

Ad  Aprile sono i 15 milioni di italiani che hanno scelto di fare almeno un giorno di vacanza fuori casa, con un aumento del 5 per cento, in netta controtendenza rispetto al passato., il massimo dal gennaio 2010.

Il clima di maggiore fiducia insieme ad una fortunata serie di ponti primaverili possibili nel calendario ha spinto molti italiani al viaggio nonostante – dice  Coldiretti – le condizioni climatiche incerte. Sul fronte consumi, invece e’ ancora calma piatta.

A ritornare a spendere gli italiani per il momento proprio non ci pensano, anzi.

Torna una espressione che avevamo dimenticato: ‘economia domestica.

In quasi  tre famiglie su quattro (73 per cento) che hanno tagliato gli sprechi a tavola, con il 45 per cento che li ha ridotti mentre il 28 per cento li ha addirittura annullati.

Una percentuale del 26 per cento  non ha cambiato il proprio comportamento.Tra chi ha tagliato gli sprechi  l’80 per cento fa la spesa in modo piu’ oculato, il 37 per cento guardando con più attenzione alla data di scadenza e il 26 per cento riducendo le dosi acquistate, ma sono il 56 per cento quelli che riutilizzano quello che avanza.

 

Proprio drammatico il  crollo storico della spesa, con le famiglie italiane che hanno tagliato, nei primi undici mesi del 2013,  dal pesce fresco (-20 per cento) alla pasta (-9 per cento), dal latte (-8 per cento) all’olio di oliva extravergine (- 6 per cento) dall’ortofrutta (- 3 per cento) alla carne (-2 per cento) mentre aumentano solo le uova (+2 per cento).

Si fa di necessita’ virtu’, insomma privilegiando l’acquisto di materie prime di base come farina (+7 per cento), miele (+12 per cento) ma anche dei preparati per dolci (+6 per cento), in netta controtendenza rispetto al calo complessivo degli acquisti alimentari stimato pari al 4 per cento. Cambia dunque il carrello della spesa degli italiani dove trovano piu’ spazio le materie prime per la preparazione dei cibi a scapito di cibi pronti come ad esempio le merendine in calo del 3 per cento in valore o dei gelati che crollano del 7 per cento.

Con un grande vantaggio per la salute.

A cambiare sono anche i luoghi tradizionali della spesa con ben 15 milioni di italiani che nel 2013 hanno fatto la spesa nei mercati degli agricoltori (+25 per cento) che sono l’unica forma di distribuzione commerciale in crescita sostenuta nel tempo della crisi di benzina e gasolio. Gli effetti si fanno sentire anche sugli sprechi che vengono ridotti per la maggiore freschezza della frutta e verdura in vendita che dura anche una settimana in piu’, non dovendo rimanere per tanto tempo in viaggio.

 

L’attenzione alla spesa e il contenimento degli sprechi  sono  forse gli unici aspetto positivi della crisi in una situazione in cui ogni persona in Italia ha buttato nel bidone della spazzatura ben 76 chili di prodotti alimentari durante l’anno.

 

Si riscopre l’arte della cucina familiare, l’importanza di dedicare tempo, cura e attenzione alla spesa e ai fornelli.

 

Sulle tavole degli italiani tornano ad esempio i piatti del giorno dopo come polpette, frittate, pizze farcite, ratatouille e macedonia. Ricette che non sono solo una ottima soluzione per non gettare nella spazzatura gli avanzi, ma aiutano anche a non far sparire tradizioni culinarie del passato secondo una usanza molto diffusa che ha dato origine a piatti diventati simbolo della cultura enogastronomica del territorio come – la ribollita toscana, i canederli trentini, la pinza veneta o al sud la frittata di pasta.

I piatti antispreco sono tanti, basta solo un po’ di estro e si possono preparare delle ottime polpette recuperando della carne macinata avanzata semplicemente aggiungendo uova, pane duro e formaggio oppure la frittata di pasta per riutilizzare gli spaghetti del giorno prima e ancora la pizza rustica per consumare le verdure avanzate avvolgendole in una croccante sfoglia. Se avanza del pane, invece, si può optare per la più classica panzanella aggiungendo semplici ingredienti, sempre presenti in ogni casa, come pomodoro olio e sale per arrivare alla più tradizionale ribollita che utilizza cibi poveri come fagioli, cavoli, carote, zucchine, pomodori e bietole già cotte da unire al pane raffermo. Ma anche la frutta  può essere facilmente recuperata se caramellata, cotta per diventare marmellata o semplicemente in macedonia.

Insomma basta un po’ di fantasia e dedizione per salvare gusto e portafoglio.

Un protocollo per Expo 2015

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Lotta agli sprechi alimentari; agricoltura sostenibile (preservare le risorse naturali a partire dalla fertilita’ del suolo,qualita’ e quantita’ di acqua, biodiversita’ e garantire la salute dei cittadini eliminando o riducendo al minimo l’uso di sostanze chimiche dannose per la salute e gli ecosistemi); stili di vita (a partire dalle diete). Lo prevede un protocollo sull’alimentazione e la nutrizione che per la prima volta sancira’ i principi per un’azione concreta, organizzata e coordinata con l’obiettivo di rendere il sistema alimentare globale realmente sostenibile. E’ il Protocollo di Milano e che il Barilla Center for Food & Nutrition chiede ai governi nazionali, alle organizzazioni internazionali, alla societa’ civile di sottoscrivere cogliendo l’opportunita’ dell’Expo 2015.

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Si comincia insomma a mettere nero su bianco impegni e prospettive di lavoro affinche’ l’occasione dell’Expo possa incidere positivamente sull’agricoltura e sulla salvaguardia dell’ambiente per i decenni a venire.

 

 

vignetiTra gli altri temi da inserire all’interno del Protocollo, infatti, c’e’ proprio la promozione di uno sviluppo sostenibile. Attualmente, infatti, si prevede una perdita di raccolto del 2% su scala globale ogni anno fino al 2030, perdita destinata ad aumentare se il riscaldamento globale superera’ i 4 gradi centigradi e, contestualmente, si assiste a un
aumento della popolazione che superera’ i 9 miliardi di persone entro il 2050. Diventa quindi fondamentale produrre meglio, risparmiando risorse e prestando attenzione al capitale naturale.

 

bio 1Da Petrini, fondatore di Slow Food e e dal direttore scientifico di Wwf Italia Gianfranco Bologna, arriva l’indicazione a rispettare la biodiversita’, e su questo punto c’e’ il pieno accordo con Legambiente il cui modello della “nuova agricoltura” si basa su un’agricoltura rispettosa dell’ambiente e delle varieta’ tradizionali dei territori, in grado di offrire piu’ rese e piu’ reddito agli agricoltori perche’ riduce sul medio-lungo termine i costi di coltivazione, aumenta la fertilita’ dei suoli, la salubrita’ delle piante.
bio 3Un ruolo di primo piano e’ assegnato ai giovani, sia per quanto riguarda la difesa del ruolo delle comunita’ del cibo sia nel contribuire alla stesura del Protocollo. Un ponte tra passato e futuro (senza disdegnare le nuove tecnologie che possono aiutare i contadini in versione 2.0) dato che sono gia’ molti i giovani convertiti all’agricoltura, alla ricerca di un nuovo modello di vita e di nuovi valori.

Se in Cina il Franciacorta nessuno sa cos’e’.

20120323_c1_vinitaly_DWNC’e vita sul pianeta vino. Tanta vita. Da poco riemersa dal tourbillon di Vinitaly , la rassegna del vino veronese che diventa di anno in anno piu’ impegnativa, e’ il momento di fare il punto.
Quest’anno le parole chiave sono state internazionalizzazione, buyer, export, biologico e formazione. Altrettanti temi chiave su cui molto bisognera’ lavorare per i prossimi anni .
Vinitaly si conferma il piu’ importante salone mondiale dedicato al vino e ai distillati , con oltre 4100 espositori su una superficie di 100 mila metri quadrati netti, e la sua capacita’ di attrazione e’ ormai indiscutibile.
vinitalyOltre 140 mila i visitatori  in media ogni anno , di questo oltre 50 mila sono operatori esteri, provenienti da 120 paesi.
A loro quest’anno per la prima volta e’ stato dedicato un padiglione, per vini dai principali paesi produttori. Una panoramica molto opportuna per capire come sono sono i vini degli altri, in qualche caso temibili concorrenti delle nostre produzioni.
Molto opportuno anche il Padiglione dei vini biologici certificati . L’intento e’ stato quello di valorizzare le produzioni enologiche che seguono le norme del regolamento Ue, e di rispondere cosi’ a una precisa domanda del mercato, in particolare dei paesi del Nord Europa, dell’America del nord e dell’estremo Oriente.
Vinitaly-Di rilievo anche i momenti di formazione e di cultura, con degustazioni guidate, convegni, presentazioni di ricerche. Molto bella la mostra al Palazzo della Gran guardia intitolata Vite, una raccolta di fotografie d’autore sul vino, sul vigneto e sulle persone che lo curano, voluta dalla brillante Nadia Zenato, notissima produttrice di Amarone di di tanti altri vini.
Di grande interesse anche Vivit, il salone nato prima dell’emanamento del regolamento comunitario sulla produzione di vino biologico, vetrina esclusiva dei vini artigianali, frutto del lavoro di quei produttori che si riconoscono nell’autenticita’ di un territorio e nella individualita’.
vinitaly4Grande l’attenzione delle istituzioni, molto maggiore degli  altri anni. Dal presidente del consiglio Renzi, a ben tre ministri, fno al presidente della commissione agricoltura Paolo De Castro.
Una mega kermesse, preceduta da un grande tasting, Opera Wine, 100 grandi produttori scelti dalla prestigiosa rivista Wine Spectator, la Bibbia del vino negli Stati Uniti. In collaborazione con Vinitaly la rivista  ha selezionato le aziende e la singola etichetta che ognuna ha potuto mettere in degustazione .
Operazione meno facile di quanto si possa immaginare, considerato che i maggiori produttori si sentono tutti dell primedonne e fanno ancora una gran fatica a stare insieme.
vinitaly-2011Ma stare insieme, fare squadra e massa critica e’ esattamente quello che ancora non sappiamo fare e che dobbiamo pero’rapidamente imparare a fare.
Se si e’ brindato al superamento dei 5 miliardi di export, oltre 7% in piu’ dell’anno scorso, lascia sgomenti pensare a quanto lavoro ancora resta da fare. in particolare sui mercati asiatici, ma anche nei paesi arabi. In Cina, mi ha raccontato un famoso produttore, il Franciacorta nemmeno sanno che cosa e’.  Non parliamo poi della zona di produzione, assolutamente sconosciuta, un invisibile puntino sul pianeta Terra.
Stati uniti e Germania i primi mercati , che insieme assorbono il 41% del totale esportato.
Resta un gravissimo problema l’italian sounding, prodotti venduti con richiami nel nome e nelle’etichetta a prodotti famosi o all’origine italiana, che producono unn fatturato stimato – per tutti i prodotti  – di 60 miliardi di euro, il doppio dei prodotti autentici.
Il problema, l’ostacolo a un successo ancora maggiore del nostro alimentare , restano i ritardi di quello che chiamiamo “sistema Paese”.
vinitaly-2013Burocrazia, dimensione media troppo piccola delle aziende, incapacita’ di stare insieme e lavorare uniti per un unico obiettivo, scarsa penetrazione in mercati importanti, dove peraltro la Francia e’ gia’ affermata da decenni.
Sullo sfondo l’opportunita’ Expo 2015, su cui al momento gravano molte ombre.
Saremo capaci di mostrarci al mondo per quello che davvero valiamo, tirando fuori le nostre migliori energie? Una scommessa tutta da giocare.

Gemelli e fornelli

Cosa fa uno chef tristellato in un grande ospedale? Tra corsie e infermieri, barelle e stampelle, primari e ammalati, uno chef puo’ fare molto per la qualita’ del cibo che viene servito quotidianamente.
Molto interessante e opportuno il progetto pilota dell’Universita’ Cattolica e del Policlino Gemelli di Roma in collaborazione dello chef tristellato Heinz Beck.
La filosofia alla base del progetto e’ questa: la dieta non e’ solo una questione di calorie e sostanze nutrienti , ma mangiare bene significa pure mangiare con gusto , anche se si hanno malattie o si e’ ricoverati in ospedale.
Un progetto che prende le mosse dal risultato di alcuni studi che spiegano come il 31% dei pazienti in ospedale soffre della cosiddetta malnutrizione ospedaliera, cioe’ la tendenza a nutrirsi poco o per nulla perche’ non piace il cibo distribuito in corsia.
Perche’ aggiungere ai disagi e alla tristezza della malattia una alimentazione senza sapore e insoddisfacente?
I pazienti del Gemelli che hanno diete non standard, in totale il 20% dei ricoverati potranno assaggiare una nuova alimentazione con piatti realizzati con i suggerimenti del grande chef . Coloro che verranno poi dimessi e in generale per tutte le persone interessate , sara’ consultabile on line il sito gemellifornelli.it, un sito suddiviso per tematiche e collegato ad un gruppo su Facebook, sul quale si potranno rivolgere domande a esperti.
Heinz Beck vuole dimostrare che si puo’ mangiare bene e contemporaneamente in maniera salutare. Il progetto si rivolge a chi ha avuto un problema di salute ma anche a chi sta bene, nell’ottica della prevenzione che consentira’ anche di ridurre i costi sanitari.
Beck e’ sempre stato sensibile al tema dell’alimentazione sana per tutti . Tra pochi giorni il suo ristorante romano, La Pergola, festeggera’ i primi venti anni di vita, costellati da una lunga serie di successi e affermazioni. Un vero faro dell’alta cucina nella Capitale.

SPENDING REVIEW E SOSTEGNO ALLE IMPRESE

salumi e paesaggioLO DICE DA GIORNI E LO HA RIBADITO OGGI IN UNA CONFERENZA STAMPA: L’IPOTESI DEL TAGLIO DELL’ISTITUTO PER IL COMMERCIO ESTERO E’ RAGGELANTE: GIORGIO SQUINZI, PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA NON USA MEZZI TERMINI QUANDO PARLA DELL’ICE: NON SOLO NON VA ABOLITO, MA VA POTENZIATO.
FINITO NEL MIRINO DELLA SPENDING REVIEW GIA’ DURANTE IL GOVERNO MONTI, CHIUSO E POI RIAPERTO
L’ICE HA AVUTO VITA TRAVAGLIATA E ANCHE ORA E’ FINITO NEL MIRINO DEL COMMISSARIO COTTARELLI.
ice1SE SI PENSA CHE L’ECONOMIA DELL’ITALIA IN QUESTO MOMENTO SI REGGE QUASI ESCLUSIVAMENTE SULL’EXPORT – TRA CUI SPICCA QUELLO DELL’AGROALIMENTARE – SI COMPRENDE QUANTO LE AZIENDE ABBIANO BISOGNO DI UN SUPPORTO E QUANTO SIA DIFFICILE PENSARE DI FARNE A MENO. SOPRATTUTTO DOVENDO COMPETERE CON PAESI COME LA FRANCIA O LA GERMANIA CHE GIA’ HANNO DA TEMPO CONQUISTATO MERCATI MOLTO APPETIBILI, COME QUELLI ASIATICI, CON UN SUPPORTO FORMIDABILE DELLE ISTITUZIONI.
SUPERFLUO DIRE QUANTO SIA IMPORTANTE UN ISTITUTO DEL COMMERCIO ESTERO PER IL WINE AND FOOD. APPENA OGGI A BERLINO E’ STATA INAUGURATA “LA PERFEZIONE DEL GUSTO”, UNA CAMPAGNA PROMOZIONALE DEI PRODOTTI ITALIANI PRESSO LA GRANDE DISTRIBUZIONE IN GERMANIA.CAMPAGNA REALIZZATA DAL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO E DALL’AGENZIA ICE IN COLLABORAZIONE CON LA CATENA ice2TEDESCA ARSTADT CHE TERMINERA’ IL PROSSIMO 17 MAGGIO.
KARSTADT E’ TRA LE PIU’ IMPORTANTI RETI DI VENDITA IN GERMANIA, CON 83 GRANDI MAGAZZINI, 23 NEGOZI DI ARTICOLI SPORTIVI E I TRE GRANDI MAGAZZINI PREMIUM (KADEWE DI BERLINO – OBERPOLLINGER DI
MONACO – ALSTERHAUS DI AMBURGO), CONSIDERATI “TEMPLI DEL LUSSO”, COME HARRODS A LONDRA E GALERIES LAFAYETTE A PARIGI.
LA CAMPAGNA SARA’ SUCCESSIVAMENTE INAUGURATA ANCHE A MONACO IL
GIORNO 8 APRILE ED AMBURGO IL 10 APRILE.
ice3I PRODOTTI OGGETTO DELLA CAMPAGNA PROMOZIONALE SARANNO PRESENTATI DA OLTRE 400 AZIENDE ITALIANE E SARANNO QUELLI RELATIVI AL TOTAL LOOK (ABBIGLIAMENTO MASCHILE E FEMMINILE, BORSE, SCARPE, ACCESSORI), AI COMPLEMENTI D’ARREDO, AGLI ARTICOLI DA REGALO, ALLA COSMESI, AI VINI E AI PRODOTTI ALIMENTARI.
IL NOSTRO EXPORT VERSO IL MERCATO TEDESCO, SEBBENE IN LIEVE FLESSIONE, E’ STATO PARI AD OLTRE 48 MILIARDI DI EURO.
ice5E’ INDISCUTIBILE QUINDI L’IMPORTANZA CHE QUESTO MERCATO RIVESTE PER LE AZIENDE ITALIANE.
ACCANTO ALL’ATTIVITA’ PRESSO I GRANDI MAGAZZINI LA CATENA KARSTADT, IN COLLABORAZIONE CON ITALIAN WINE AND FOOD INSTITUTE, ORGANIZZERA’ ANCHE QUATTRO APPUNTAMENTI DEDICATI A DEGUSTAZIONI ENOGASTRONOMICHE.ice 6