DOMINI DA DOMINARE

LA BATTAGLIA PER LA DIFESA DEI PRODOTTI A DENOMINAZIONE SI GIOCHERA’ SEMPRE DI PIU’ SUL WEB.

PARLIAMO DI UNA QUESTIONE DELICATA E PIENA DI CONSEGUENZE MOLTO GRAVI PER  AZIENDE E CONSUMATORI. UNA PARTITA CHE VEDE IN GIOCO GIGANTESCHI INTERESSI ECONOMICI MA ANCHE POLITICI, STORICI E CULTURALI.

LA BATTAGLIA SULL’ASSEGNAZIONE DEI DOMINI .WINE E .VIN  E’ IN CORSO DA MESI: PROTAGONISTA L’ ICANN,

INTERNET CORPORATION FOR ASSIGNED NAMES AND NUMBERS, L’ENTE PRIVATO  STATUNITENSE CHE GESTISCE L’ASSEGNAZIONE DEI DOMINI.

L’UNIONE EUROPEA – SOTTOLINEA FEDERDOC – DA TEMPO FA PRESSIONE  SULL’ICANN PERCHE’ VENGA TROVATA UNA SOLUZIONE  CHE IMPEDISCA  UN USO IMPROPRIO  DEI DOMINI . WINE E .VIN. MA – SEGNALA L’ORGANIZZAZIONE – IL FATTO CHE RECENTEMENTE L’ICANN ABBIA ASSEGNATO A UN’AZIENDA PRIVATA IL DOMINIO GENERICO . PIZZA, NON E’ UN SEGNALE INCORAGGIANTE.

DI QUESTO PASSO – SI TEME –  SI LASCERA’ A SOGGETTI TERZI L’UTILIZZO DI DOMINI COME . ROMA O . VENEZIA, CON CONSEGUENZE MOLTO DOLOROSE.

UNA QUESTIONE CHE E’ ALL’ATTENZIONE DELLE MASSIME CARICHE EUROPEE.

NETTISSIMA LA POSIZIONE DEL MINISTRO DELL’AGRICOLTURA MARTINA. LA QUESTIONE DEI DOMINI SARA’ CENTRALE NEL SEMESTRE EUROPEO GUIDATO DALL’ITALIA, HA DETTO.

BISOGNA ACCELERARE SULLE AZIONI DI CONTRASTO ALLA VEBNDITA DI DOMINI CHE SFRUTTINO IL MADE IN ITALY AGROALIMENTARE IN MANIERA ASSOLUTAMENTE IMPROPRIA, HA COMMENTATO MARTINA.

INNANZITUTTO FACENDO SQUADRA CON GLI ALTRI STATI MEMBRI, DANDO BATTAGLIA IN TUTTE LE SEDI POSSIBILI. NON E’ AMMISSIBILE CHE  LE NOSTRE DENOMINAZIONI POSSANO ESSERE VENDUTE COME TERMINI GENERICI A CHI NON RAPPRESENTA IL TERRITORIO, IL TESSUTO PRODUTTIVO E L’ANIMA DI CHI VIVE E LAVORA IN QUEI LUOGHI. E’ LA DIFESA DELL’ITALIA, DELL’EUROPA E DELLE PROPRIE LEGGI.

E’ UNA GUERRA CHE , COMUNQUE VADA A FINIRE, SARA’ DECISIVA PER IL FUTURO DELL’AGROALIMENTARE EUROPEO DI QUALITA’.

 

OGM: FINALMENTE CHIAREZZA

RECLUSIONE DA TRE MESI A SEI ANNI E UNA MULTA CHE PUO’ ANDARE DA 10.000  A 30 MILA EURO. DAL DECRETO  “CAMPOLIBERO”, PUBBLICATO OGGI IN GAZZETTA UFFICIALE, ARRIVA FINALMENTE LA CERTEZZA DELLA PENA PER CHI SEMINA OGM IN VIOLAZIONE DELLE NORME CHE NE VIETANO LA COLTIVAZIONE .

E’ LA PAROLA FINE DOPO MOLTE PREOCCUPAZIONI, INQUIETUDINI E PERIPEZIE LEGALI, DI QUEGLI AGRICOLTORI CHE HANNO SEMPRE CONSIDERATO GLI ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI UN GRAVE PERICOLO PER LA TIPICITA’ DELLE NOSTRE PRODUZIONI AGRICOLE.

NEL DECRETO SI PRECISA ANCHE CHE L’AUTORE DEL DELITTO E’ TENUTO A RIMUOVERE A PROPRIA CURA E A PROPRIE SPESE, SECONDO LE PRESCRIZIONI DEL COMPETENTE ORGANO DI VIGILANZA, NELL’ESERCIZIO DELLE FUNZIONI DI POLIZIA GIUDIZIARIA LA COLTIVAZIONE DI SEMENTI VIETATE ED ALLA REALIZZAZIONE  DELLE MISURE DI RIPARAZIONE  PRIMARIA E COMPENSATIVA NEI TERMINI E CON LE MODALITA’ DEFINITI DALLA REGIONE COMPETENTE PER TERRITORIO.

CE N’E’ ABBASTANZA PER SCORAGGIARE CHIUNQUE VOGLIA TRASGREDIRE.

APPLAUSI DAL VASTO FRONTE NO OGM. PER L’ASSOCIAZIONE ITALIANA AGRICOLTURA BIOLOGICA E’ UNA GRANDE VITTORIA DEL  BUON SENSO , DELLA LEGALITA’ E DEL MADE IN ITALY DI QUALITA’, QUELLO CHE STA AIUTANDO IL PAESE , ANCHE DAL PUNTO DI VISTA DELL’EXPORT IN UN MOMENTO DI GRANDE DIFFICOLTA’.

E’ LA PRIMA VOLTA CHE IN ITALIA SI STABILISCONO SANZIONI CERTE PER CHI VOLESSE PRATICARE COLTIVAZIONI TRANSGENICHE: CERTEZZA DEL DIRITTO , TUTELA DEI DIRITTI DEI CONSUMATORI, MA ANCHE DEGLI AGRICOLTORI BIOLOGICI, CHE CORREREBBERO IL RISCHIO DI CONTAMINAZIONE GENETICA E LA PERDITA DELLA CERTIFICAZIONE BIO.

ALL’APPLAUSO SI UNISCE  LA COLDIRETTI, DA SEMPRE IN PRIMA LINEA CONTRO GLI OGM, CHE DA’ UN GIUDIZIO POSITIVO SU TUTTI CONTENUTI DEL DECRETO “CAMPOLIBERO”. PER L’ORGANIZZAZIONE E’ UN BUON PASSO AVANTI PER LO SVILUPPO DELLE CAMPAGNE, DOVE CON LA GREEN ECONOMY SI APRONO OPPORTUNITA’ PER OLTRE CENTOMILA POSTI DI LAVORO.

TANTE LE NORME DEL DECRETO CHE VANNO A FAVORE DELLE NUOVE GENERAZIONI, PER STIMOLARE UN RICAMBIO GENERAZIONALE ORMAI PIU’ CHE NECESSARIO,

CHE VOGLIONO ANCHE VENIRE INCONTRO ALLA DOMANDA DI AGRICOLTURA DI TANTI GIOVANI CHE VOGLIONO FARE ESPERIENZA DI LAVORO IN CAMPAGNA.

UNA SVOLTA GREEN ,CONFERMATA  DALL’  AUMENTO DEL 12% DEL NUMERO DI ISCRIZIONI NEGLI ISTITUTI AGRARI, DI CUI L’AGRICOLTURA ITALIANA HA DAVVERO BISOGNO.

UNA CENA INDIMENTICABILE

DI “FESTA A VICO” HO GIA’ SCRITTO. NON POSSO PERO’ NON RACCONTARVI L’EVENTO CLOU DI TUTTA LA BELLA MANIFESTAZIONE. UNA MERAVIGLIOSA CENA PREPARATA DA 16 CHEF TRA I PIU’ GRANDI DI CUI DISPONGA IL NOSTRO PAESE, CHE SARA’ DIFFICILE DIMENTICARE.
IN RIVA AL MARE, PER BENEFICENZA, TANTI AMICI HANNO LAVORATO GOMITO A GOMITO PER CIRCA 150 INVITATI, COME SE FOSSE LA COSA PIU’ NATURALE DEL MONDO. COME SE LA TENSIONE NON FACESSE PARTE DELL’ALTA CUCINA.
VALERIA PICCINI HA APERTO LE DANZE CON UN “GELATO AGLI ASPARAGI CON BOTTARGA DI MUGGINE DI ORBETELLO “, PERFETTO PER PREPARARE IL PALATO PER I NUMEROSI PIATTI A SEGUIRE. SUBITO DOPO UNO STREPITOSO MAURO ULIASSI, UNA ” RICCIOLA ALLA PUTTANESCA”, CHE HA LASCIATO TUTTI SBALORDITI PER LA SUA BONTA’, FRESCHEZZA , NETTEZZA E ARMONIA DEI SAPORI.
POI E’ STATA LA VOLTA DI UNO CHEF STRANIERO, KENTARO TORII DA SINGAPORE, CON UN “CRUDO DI ORATA, PUREA DI LIMONE , ALGHE E SABBIE D’OLIO EXTRAVERGINE”, FORSE UN PO’ TROPPO SBILANCIATO VERSO L’ACIDITA’.
ANCORA PESCE CON IL PIATTO SUCCESSIVO, DI ANTONINO CANNAVACCIUOLO, USCITO PER UN PO’ DALLA SUA “CUCINA DA INCUBO” : UNO “SCAMPO ALLA PIZZAIOLA”, UN BOCCONE DA RE.
POI IL PIATTO DALLA PRESENTAZIONE PIU’ ORIGINALE DELLA SERATA. IL “ RINGO BRA “, DI FRANCESCO BRACALI.
UN GENNARO ESPOSITO VINTAGE HA STUPITO CON UNO DEI PESCI CHE AMA DI PIU’,” IL PESCE BANDIERA ANNI “80”. CON SALVATORE TASSA UN DECISO CAMBIO DI PASSO, TUTTO ORIENTATO ALLA TERRA E ALLE SENSAZIONI FORTI. FUNGHI E VERDURE PER IL SUO “HUMUS”.
UN ALTRO MAESTRO DEL PESCE, MORENO CEDRONI, HA INCANTATO CON IL “ROAST BEEF DI TONNO BIANCO”, DALLA COTTURA PERFETTA.
E’ STATA POI LA VOLTA DI UN “RISOTTO, CON CREMA DI FAGIOLI E BACCALA’ MANTECATO”, DI BOBO CEREA, IL MAESTRO DEI RISOTTI, E NON SOLO DI QUELLI.
DAVIDE OLDANI, CHEF AMBASCIATORE DI EXPO MILANO 2015, SI E’ ESIBITO IN UNA GUSTOSISSIMA E LEGGERISSIMA “ SEADAS DI RICOTTA”.
DALLA SICILIA UNO DEI PIATTI BANDIERA DELLA CUCINA DI PINO CUTTAIA, “IL POLPO SULLA ROCCIA”. E POI SIAMO PASSATI ALLE CARNI. CON ” L’AGNELLO IN PARMIGIANA DI MELANZANE “ DI UNO DEI MIGLIORI CHEF CAMPANI, NINO DI COSTANZO.
UN BOCCONE PIENO DI GUSTO E’ STATO IL PIATTO SUCCESSIVO,” L’ANATRA DI MORIGLIO AL LEGGERO FUMO DI ZUCCHERO DI CANNA CON CILIEGIE E RIDUZIONE DI VISCIOLE”, DI FABIO PISANI , CHE GUIDA LA CUCINA DI UNO DEI MIGLIORI E STORICI RISTORANTI ITALIANI IL “LUOGO DI AIMO E NADIA” DI MILANO.
E POI E’ ARRIVATO L’ATTESO PIATTO DI ANDREA BERTON, UN PRE-DESSERT.” L’UOVO DI YOGURT E MANGO”, IN TUTTO SIMILE AD UN UOVO. UNA BONTA’ INDESCRIVIBILE.
DESSERT VERO E PROPRIO IL “ TORTINO ALLA MANDORLA CON GELATO AL PEPE TIMUT, SALSA DI LYCHEE E FRAGOLE “ DI ANTONIO GUIDA.
E, LAST BUT NOT LEAST, “MOSTO, CIOCCOLATO, LIQUIRIZIA E LIMONE”, IL DESSERT DI QUEL GENIACCIO DI NIKO ROMITO. SENZA UN SOLO GRAMMO DI ZUCCHERO.
E, DOPO TUTTI QUESTI PIATTI, NATURALMENTE ACCOMPAGNATI DA VINI PERFETTAMENTE ABBINATI, LA GIOIA DI SENTIRSI LEGGERI E APPAGATI. CAPITO PERCHE’ E’ STATA UNA CENA INDIMENTICABILE

ANCORA UN PEZZETTO DI MADE IN ITALY CHE SE NE VA

PASTA GAROFALO DICEVI ITALIA E PENSAVI ALLA PASTA. SOPRATTUTTO ALLA PASTA SECCA DI GRAGNANO, IN CAMPANIA. LA GAROFALO E’ UNO DEI MIGLIORI PASTIFICI, NATO NEL 1789, QUANDO UN REGIO DECRETO ASSEGNO’ AL DOTTOR GAROFALO LA CONCESSIONE PER LA PRODUZIONE E LA COMMERCIALIZZAZIONE DI PENNE, SPAGHETTI E PACCHERI. AI PRIMI DEL ‘900 I FRATELLI GAROFALO SI DIVISERO, POCO DOPO LA COSTRUZIONE DEL SECONDO STABILIMENTO.

DURANTE IL VENTENNIO GAROFALO DIVENNE SINONIMO DI PASTA DI QUALITA’. UNA LUNGA STORIA FAMILIARE DI QUALITA’ , CHE SI E’ TRAMANDATA DI GENERAZIONE IN GENERAZIONE, ARTE ANTICA DI PASTAI CHE UTILIZZANO TECNOLOGIE DI AVANGUARDIA. EBBENE OGGI ANCHE LA PROPRIETA’ DI QUESTA STORICA AZIENDA PASSA IN MANI SPAGNOLE. LA SPAGNA FA MAN BASSA DA TEMPO

NEL NOSTRO PAESE IN TUTTI I SETTORI, DALL’OLIO EXTRA VERGINE, AL RISO, AI SALUMI. CON QUESTA VENDITA SUPERA I 10 MILIARDI IL VALORE DEI MARCHI STORICI DELL’AGROLIMENTARE ITALIANO PASSATI IN MANO STRANIERE. E’ IL MERCATO, BELLEZZA. MA CHE TRISTEZZA SE SI PENSA ANCHE CHE IN TANTI DISTRETTI DI ECCELLENZA, COME AD ESEMPIO IL CHIANTI, STANNO PASSANDO DI MANO AZIENDE STORICHE, COMPRATE DA RUSSI, SUDAMERICANI, CINESI E ARABI. UN SEGNO DELLA PROFONDA CRISI ECONOMICA E IMPRENDITORIALE CHE STA SEGNANDO IL NOSTRO PAESE, TRASFORMANDO I PROFONDAMENTE IL PANORAMA ECONOMICO.

LE GRANDI MULTINAZIONALI ALIMENTARI FANNO SHOPPING IN ITALIA, SFRUTTANDO LA SUA ECCELLENTE IMMAGINE CONQUISTATA CON I PRIMATI IN QUALITA’, SICUREZZA E TIPICITA’. E SE LE AZIENDE AGRICOLE NON POSSONO ESSERE DELOCALIZZATE ALL’ESTERO, ALTRETTANTO NON SI PUO’ DIRE PER LA PRODUZIONE DI OLIO, SALUMI, FORMAGGI.

ECCO PERCHE’ LE ORGANIZZAZIONI AGRICOLE, COME LA COLDIRETTI, INSISTONO DA TEMPO SULLA CREAZIONE DI UNA FILIERA AGRICOLA TUTTA ITALIANA CHE VEDA DIRETTAMENTE PROTAGONISTI GLI AGRICOLTORI, PERCHE’ IL LEGAME CON IL TERRITORIO NON SIA UN OPTIONAL, MA UNA CONDITIO SINE QUA NON. DI SOTTO IL TRISTE ELENCO –STILATO DA COLDIRETTI – DELLE AZIENDE PASSATE DI MANO. MEDITATE GENTE, MEDITATE.

MARCHI DEL MADE IN ITALY CHE NON C’E’ PIU’

2014
• GAROFALO – l’antico Pastificio Lucio Garofalo ha siglato un accordo preliminare per l’ingresso nella propria compagine azionaria, con il 52 per cento del capitale sociale, di Ebro Foods, gruppo multinazionale che opera nei settori del riso, della pasta e dei condimenti, quotato alla Borsa di Madrid
• BERTOLLI – Arriva l’acquisizione da parte della Bertolli da parte del fondo statunitense CVC Capital Partners, dopo che lo storico marchio era già stato venduto nel 20087 all’Unilever per poi essere acquisita dal gruppo spagnolo SOS
2013
• PERNIGOTTI – la societa Averna, ha siglato un accordo per cedere l’intero capitale dell’azienda piemontese detentrice dello storico marchio dei dolci al gruppo Toksoz che ha sede a Istanbul
• CHIANTI CLASSICO (per la prima volta un imprenditore cinese ha acquistato una azienda agricola del Gallo nero)
• RISO SCOTTI (il 25% è stato acquisito dalla società alla multinazionale spagnola Ebro Foods)
2012
• PELATI AR – ANTONINO RUSSO (nasce una nuova società denominata “Princes Industrie Alimentari SrL”, controllata al 51 per cento dalla Princes controllata dalla giapponese Mitsubishi)
• STAR (passata al 75% nelle mani spagnole del Gruppo Agroalimen di Barcellona (Gallina Blanca)
• ESKIGEL (produce gelati in vaschetta per la grande distribuzione – Panorama, Pam, Carrefour, Auchan, Conad, Coop) (ceduta agli inglesi con azioni in pegno d un pool di banche).
2011
• PARMALAT (acquisita dalla francese Lactalis)
• GANCIA (acquisita al 70% dall’oligarca russo Rustam Tariko)
• FIORUCCI –SALUMI (acquisita dalla spagnola Campofrio Food Holding S.L.)
• ERIDANIA ITALIA SPA (la società dello zucchero ha ceduto il 49% al gruppo francese Cristalalco Sas)
2010
• BOSCHETTI ALIMENTARE (cessione alla francese Financière Lubersac che detiene il 95%)
• FERRARI GIOVANNI INDUSTRIA CASEARIA SPA (ceduto il 27% alla francese Bongrain Europe Sas)
2009
• DELVERDE INDUSTRIE ALIMENTARI SPA (la società della pasta è divenuta di proprietà della spagnola Molinos Delplata Sl che fa parte del gruppo argentino Molinos Rio de la Plata)
2008
• RIGAMONTI SALUMICIO SPA (divenuta di proprietà dei brasiliani attraverso la società olandese Hitaholb International)
• ORZO BIMBO (acquisita da Nutrition&Santè S.A. del gruppo Novartis)
2006
• GALBANI (acquisita dalla francese Lactalis)
• CARAPELLI (acquisita dal gruppo spagnolo SOS)
• SASSO (acquisita dal gruppo spagnolo SOS)
• FATTORIE SCALDASOLE (venduta a Heinz, poi acquisita dalla francese Andros)
2003
• PERONI (acquisita dall’azienda sudafricana SABMiller)
• INVERNIZZI (acquisita dalla francese Lactalis, dopo che nel 1985 era passata alla Kraft)
1998
• LOCATELLI (venduta a Nestlè, poi acquisita dalla francese Lactalis)
• SAN PELLEGRINO (acquisita dalla svizzera Nestlè)
1995
• STOCK (venduta alla tedesca Eckes A.G., poi acquisita dagli americani della Oaktree Capital Management)
1993
• ANTICA GELATERIA DEL CORSO (acquisita dalla svizzera Nestlè)
1988
• BUITONI (acquisita dalla svizzera Nestlè)
• PERUGINA (acquisita dalla svizzera Nestlè)