E’ FINITO IL TEMPO DELLE MELE. COMINCIA QUELLO DELL’EMERGENZA NAZIONALE.

alimentare 6UN SERVIZIO DIETRO L’ALTRO, UNA BRUTTA NOTIZIA DIETRO L’ALTRA. ANCHE OGGI I TELEGIORNALI HANNO DATO CONTO DELL’ENNESIMA CONFERMA DELLO STALLO DRAMMATICO DEI CONSUMI DEGLI ITALIANI.

L’ISTAT HA DIFFUSO I DATI SUL COMMERCIO, SUI SALARI CHE NON CRESCONO, SULLA BILANCIA COMMERCIALE  CHE ARRANCA.

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A IMPRESSIONARE E’ SOPRATTUTTO IL DATO SUI CONSUMI ALIMENTARI. A LUGLIO IL CROLLO E’ DEL 2,5%. QUASI LA META’ DELLE FAMIGLIE, IL 47%, DICE CHE LE DIFFICOLTA’ ECONOMICHE HANNO COSTRETTO A TAGLIARE SULLA SPESA ALIMENTARE, SULLA FRUTTA E SULLA VERDURA. CIOE’ SUL NECESSARIO PER MANTENERSI IN BUONA SALUTE.

IN CRISI I PICCOLI NEGOZI, MA ANCHE LA GRANDE DISTRIBUZIONE , MENTRE SI SALVANO SOLO I DISCOUNT. UNA DIETA FORZATA, CHE OBBLIGA A FARE DEL PREZZO PIU’ BASSO IL PRINCIPALE CRITERIO DI SCELTA DEL CIBO. CRITERIO PERICOLOSO, SE SI PENSA CHE DIETRO IL PREZZO BASSO SI PUO’ CELARE SCARSA QUALITA’ E A VOLTE PROPRIO L’ILLEGALITA’. NON PARLIAMO POI DI QUEGLI ITALIANI, BEN OTTO SU DIECI, SECONDO COLDIRETTI, CHE SCELGONO DI MANGIARE CIBO SCADUTO.

alimentare 2URGE UNA INVERSIONE DI TENDENZA REPENTINA. LA LUNGA E DEVASTANTE CRISI ECONOMICA STA ERODENDO IL POTERE ANTICICLICO DELL’AGROALIMENTARE COME NON ERA MAI ACCADUTO DALLA SECONDA GUERRA MONDIALE.

SI PENSI CHE I CONSUMI DI FRUTTA E VERDURA SONO CROLLATI DI OLTRE IL 20% PER UN QUANTITATIVO CHE E’ SCESO AL DI SOTTO DEI 400 GRAMMI PER PERSONA AL GIORNO RACCOMANDATI DALL’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA’.

FRUTTA E VERDURA SONO LA BASE DELLA DIETA MEDITERRANEA, ELEMENTI INDISPENSABILI PER UNA DIETA SALUTARE E PER IL BENESSERE. IL TUTTO MENTRE I PREZZI PAGATI NELLE CAMPAGNE AI PRODUTTORI SFIORANO IL RIDICOLO.

alimentare 3SECONDO IL RAPPORTO ISTAT-CNEL 2013 SUL BENESSERE IN ITALIA , SOLO IL 18, 4% DELLA POPOLAZIONE HA CONSUMATO QUOTIDIANAMENTE ALMENO QUATTRO PORZIONI TRA FRUTTA, VERDURA E LEGUMI FRESCHI, INDISPENSABILI PER ARRICCHIRE LA DIETA DI VITAMINE, MINERALI, ANTIOSSIDANTI E FIBRE. IL CALO PREOCCUPA SOPRATTUTTO NEI BAMBINI E NEGLI ADOLESCENTI, CHE IN QUESTO MODO RIDUCONO LA LORO CAPACITA’ DI DIVENTARE ADULTI SANI.

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UNA SITUAZIONE INTOLLERABILE, CHE NON PUO’ DURARE ANCORA, CONTRO LA QUALE CI VUOLE UNA MOBILITAZIONE STRAORDINARIA DI TUTTE LE RIFORSE, – ECONOMICHE, INFORMATIVE E ED EDUCATIVE – DI CUI SIAMO CAPACI.

MONTEFALCO: IL SISTEMA VIRTUOSO DI UN TERRITORIO ENOLOGICO DI QUALITA’

ERO STATA A MONTEFALCO, NEL CUORE DELL’UMBRIA, OTTO ANNI FA. CI SONO TORNATA, IN OCCASIONE DI ENOLOGICA, BELLA E AUTENTICA MANIFESTAZIONE DEDICATA AI VINI DEL TERRITORIO, COME IL SAGRANTINO DOCG E IL ROSSO DI MONTEFALCO, E L’HO TROVATA ANCORA PIU’ AFFASCINANTE DI COME LA RICORDAVO.

IN POCHI ANNI LA QUALITA’ DEI VINI E’ MIGLIORATA, LA CITTADINA E’ STATA INVASA DA MIGLIAIA DI TURISTI, CHE HANNO ANIMATO STRADINE, PIAZZE, CHIESE, HOTEL, CANTINE E RISTORANTI.

UN ESEMPIO DELLE POTENZIALITA’ , DELLA FORZA ATTRATTIVA DEL VINO , QUANDO E’ IN FELICE SINERGIA CON TERRITORIO, CULTURA, ARTE.

LA MANIFESTAZIONE E’ STATA ANCHE L’OCCASIONE PER RIFLETTERE  SULLE OPPORTUNITA’ CHE L’ESPOSIZIONE UNIVERSALE DEL 2015 POTRA’ DARE ALLA FILIERA VITIVINICOLA ITALIANA E SU COME STANNO CAMBIANDO LE MOTIVAZIONI E LE ESIGENZE DEI TURISTI, CHE , SI SPERA, INVADERANNO A MILIONI IL NOSTRO PAESE.

E’ QUINDI IL MOMENTO DELLE ANALISI E DELLA ELABORAZIONE DI IDEE PER COGLIERE TUTTE LE OCCASIONI CHE SI PRESENTERANNO.

MOLTO INTERESSANTE UNA RICERCA PRESENTATA DA MIRKO LALLI, FONDATORE DI TRAVEL APPEAL , CHE HA MOSTRATO COME  STA CAMBIANDO IL MODO IN CUI LE PERSONE SCELGONO E VIAGGIANO.

LA BELLISSIMA NOTIZIA E’ CHE L’ITALIA E’ – INSIEME ALL’AUSTRALIA – LA META TURISTICA PIU’ DESIDERATA, SECONDO TRIP BAROMETER.

QUELLO CHE I TURISTI VOGLIONO SOPRATTUTTO E’ FARE L’ESPERIENZA DELLA AUTENTICA CULTURA DELLA DESTINAZIONE SCELTA.

AUTENTICITA’ E’ LA PAROLA CHIAVE. NON COSE DA VEDERE, QUINDI , MA ESPERIENZE DA FARE.

MA SOPRATTUTTO I TURISTI VOGLIONO ESSERE CONNESSI SEMPRE. E SU QUESTO L’ITALIA E’ IN DRAMMATICO RITARDO.

E POI  IL WIFI DEVE ESSERE FREE.

L’IPHONE E’ ORMAI PROTAGONISTA ANCHE A TAVOLA, DOVE ORMAI IL CIBO SI FOTOGRAFA PRIMA DI MANGIARLO.

IL 68% DEI TURISTI SCEGLIE SU INTERNET O BASA LE PROPRIE DECISIONI SULLE RECENSIONI DEGLI ALTRI VIAGGIATORI. LA TECNOLOGIA E’ FONDAMENTALE PER IL TURISMO, MENTRE LA PUBBLICITA’ NON FUNZIONA PIU’, TRANNE CHE PER IL CIBO E IL VINO, SOSTIENE LA RICERCA.

CREATIVITA’, IDENTITA’  E AUTENTICITA’ SONO I MANTRA DEL TURISTA CONTEMPORANEO.

LA RICCHEZZA PIU’ GRANDE DERIVA , COME HA DETTO CARLO PETRINI, DALLA QUALITA’ DELLA VITA E DALLA CURA VERSO LA TERRA. I TURISTI ARRIVERANNO DI CONSEGUENZA.

EXPO 2015 : DOVE SONO I CONTENUTI?

I COMMENTI  CHE TROVATE SOTTO  SONO DI MASSIMO MONTANARI, DOCENTE DELL’UNIVERSITA’ DI BOLOGNA , UNO DEI PIU’ AUTOREVOLI STORICI DI CULTURA ENOGASTRONOMICA AL MONDO. PARLANDO CON  WINENEWS, UNO DEI PIU’ CONSULTATI  SITI ITALIANI DEDICATI AL VINO, IL PROFESSORE RIMETTE AL CENTRO IL GRANDE TEMA DELL’EXPO DI MILANO: NUTRIRE IL PIANETA. UNA SFIDA PER IL NOSTRO PAESE , CHIAMATO A LANCIARE PROPOSTE, TROVARE SOLUZIONI, ELABORARE STRATEGIE  SUL TEMA DELL’ALIMENTAZIONE E SUGLI SCANDALOSI SQUILIBRI PLANETARI.

PAROLE CHE CONDIVIDO TOTALMENTE. STUPISCE CHE I CONTENUTI CULTURALI DI EXPO  SIANO ANCORA NELLA NEBBIA A POCHI MESI DALL’INIZIO DELL’EVENTO.

“Io penso che attorno all’Expo – spiega Montanari – ci siano dei grandi equivoci. C’è una missione di contenuto che è il tema su cui Milano e l’Italia hanno ottenuto la designazione, con l’obiettivo di fare una riflessione su come nutrire il pianeta, che è un tema di storia sociale che riguarda il futuro dell’umanità. Poi c’è un’interpretazione riduttiva, in chiave di vetrina per il made in Italy e per i nostri prodotti, ed è chiaro che queste due cose non stanno insieme. O meglio, potrebbero anche stare insieme, se intendessimo il tema della cultura del cibo italiano non in modo semplice e volgare, come andare a vendere i nostri prodotti, ma con una riflessione culturale su quale sia il senso della cucina italiana da un punto di vista storico”.
“Io credo che la ricchezza della nostra cultura gastronomica – continua il professore – stia nella sua varietà, ossia in quella che mi piace chiamare “la grande biodiversità culturale del nostro patrimonio gastronomico”, frutto di un ambiente molto vario e di una storia particolarmente ricca, dove si sono incontrate culture diverse e dove si sono stratificate storie di popoli differenti. Con l’Expo tutto questo c’entra molto, almeno a livello ideale, nel senso che affrontare il tema di come nutrire il pianeta credo che voglia dire non tanto nutrire gli altri, quanto imparare a nutrirsi, diffondendo presso le varie culture una consapevolezza del fatto che nutrirsi bene dipende dal controllo delle risorse del proprio territorio. Come dice un vecchio detto cinese: “se un povero ha fame non regalargli un pesce, ma insegnagli a pescare”. Il segreto di nutrire il pianeta non sta nella multinazionale che ti regala il cibo a basso prezzo, ma nel saper sviluppare una consapevolezza democratica di uso delle risorse da parte delle società che le gestiscono”.
“Con il made in Italy, apparentemente, non c’entra nulla, ma la lezione che viene dalla storia dell’Italia è che questa ricchezza di risorse e di cultura, tanto più è diversificata, tanto più è interessante e ricca, e costituisce un patrimonio difficile da scalfire. E questo non vuol dire che il messaggio da portare al mondo debba essere necessariamente “mangiate italiano” quanto, piuttosto, parlare dell’esperienza storica dell’Italia, in cui c’è sempre stata un’attenzione particolare per il cibo, che abbiamo saputo sviluppare mantenendo la diversità ed i saperi legati al territorio. Sono discorsi utopistici – conclude Montanari – che cozzano con le dinamiche e le necessità dell’industria agroalimentare, però dietro c’è un discorso interessante rispetto al grande tema di nutrire al pianeta: impariamo ad usare le nostre risorse, senza aspettare che qualcuno ce le regali”.

 

PIANO DI INDIRIZZO TERRITORIALE DELLA TOSCANA: POLEMICHE AL CALOR BIANCO

UN FULMINE A CIEL SERENO. E’ STATO QUESTO , AGLI INIZI DI AGOSTO, L’APPROVAZIONE ALL’UNANIMITA’ DA PARTE DELLA REGIONE TOSCANA DEL PIT, PIANO DI INDIRIZZO TERRITORIALE , CHE VALE ANCHE COME PIANO PAESAGGISTICO.

I PRODUTTORI DI VINO SI SONO TROVATI DAVANTI  A UNO STUDIO CORPOSISSIMO DI TREMILA PAGINE, ELABORATO DA REGIONE E UNIVERSITA’, SENZA IL CONTRIBUTO DI CONSORZI E ORGANIZZAZIONI DI PRODUTTORI, IN CUI SOSTANZIALMENTE SI DICE CHE LA COLTIVAZIONE DELLE  VITI CREA DISSESTO IDROGEOLOGICO NEL TERRITORIO E PUO’  INQUINARE LE FALDE ACQUIFERE,  CHE PIANTARE CIPRESSI E’ UNA FORZATURA, CHE GLI AGRITURISMI  DISTURBANO.

NON SOLO: ANDREBBERO LIMITATE ANCHE CAVE DI MARMO E SERRE PER IL FLOROVIVAISMO.

I VIGNETI ANDREBBERO SACRIFICATI A VANTAGGIO DI PASCOLI E BOSCHI.

CHE LA REGIONE TOSCANA SIA LA MEGLIO CONSERVATA DAL PUNTO DI VISTA PAESAGGISTICO TRA TUTTE LE REGIONI ITALIANE E’ UNA OVVIETA’ ASSOLUTA. I PAESAGGI SONO DIVERSI DA PROVINCIA A PROVINCIA MA TUTTI SONO INCONTAMINATI E UNIVERSALMENTE AMMIRATI.

LA VAL D’ORCIA E MONTALCINO SONO STATE DICHIARATE PATRIMONIO DELL’UMANITA’ DALL’UNESCO.

QUASI TUTTI I VIGNETI SONO CIRCONDATI DA PRATI, BOSCHI E ULIVETI. SE PASCOLI E SEMINATIVI  TENDONO A SCOMPARIRE E’ PERCHE’ QUESTE ATTIVITA’ DIFFICILMENTE RAGGIUNGONO LA SOSTENIBILITA’ ECONOMICA.

NATURALMENTE TUTTI I CONSORZI DI TUTELA E I PRODUTTORI SONO SUL PIEDE DI GUERRA, COMPATTI CONTRO UN PIANO  CHE – SOSTENGONO –  PARTE DA PREMESSE SBAGLIATE.

QUELLO CHE PROPONE IL PIT – DICE FABRIZIO BINDOCCI , PRESIDENTE DEL CONSORZIO DI TUTELA DEL BRUNELLO DI MONTALCINO, E’ UN RITORNO AD UN MODELLO AGRICOLO DEGLI ANNI ’60, LA MEZZADRIA, UN’ AGRICOLTURA NON COMPETITIVA E DI PURA SOPRAVVIVENZA.

IN QUEL PERIODO MONTALCINO ERA UN PAESE POVERISSIMO DA CUI SI SCAPPAVA, MENTRE OGGI C’E’ QUASI LA PIENA OCCUPAZIONE, CON LA FORZA LAVORO CHE ARRIVA ANCHE DA TUTTE LE CITTADINE VICINE.

LE PREMESSE DEL PIT PER BINDOCCI NON SONO ESATTE : A MONTALCINO NON CI SONO SOLO VIGNETI.

QUESTE LE CIFRE: 24 MILA ETTARI DI SUPERFICIE COMUNALE, 12 MILA DI BOSCO, 3600 DI VIGNETI. IL RIMANENTE E’ SEMINATIVI, OLIVETI E PRATI INCOLTI.

I PRODUTTORI POSSONO PRESENTARE ENTRO IL 29 SETTEMBRE LE LORO OSSERVAZIONI AL PIT. E SI ANNUNCIANO BARRICATE.

GRANDE PREOCCUPAZIONE ANCHE A MONTEPULCIANO. PER IL CONSORZIO DI TUTELA DEL NOBILE DOCG LA VITICOLTURA E’ IL PAESAGGIO TOSCANO.  I VITICOLTORI SONO I PIU’ INTERESSATI A SOSTENERE IL TERRITORIO  E I DISCIPLINARI  DI PRODUZIONE SERVONO PROPRIO A SCONGIURARE UN’AGRICOLTURA MASSIFICATA E DETURPANTE. IL VINO A MONTEPULCIANO – RICORDA IL CONSORZIO – MUOVE IL 70%  DELL’ECONOMIA  E AIUTA IL TERRITORIO.

IL NOBILE VALE – SOMMANDO VALORI PATRIMONIALI, FATTURATO E PRODUZIONE – OLTRE CINQUECENTO MILIONI DI EURO. UNA RICCHEZZA CREATA NEL RISPETTO DELL’AMBIENTE E DEL PAESAGGIO, UN MODELLO VITICOLO-TERRITORIALE CHE IL MONDO INTERO CI INVIDIA.

SUL PIT CI SARA’ BATTAGLIA MOLTO DURA , C’E DA SCOMMETTERCI. PERCHE’ IL  FUTURO DELLA VITICOLTURA DI QUALITA’ NON E’ SCONTATO, PERFINO IN TOSCANA.