La vite ad alberello di Pantelleria patrimonio dell’umanita’

Una grande festa, una gioia vera per tutti quelli che amano il nostro Paese.

Lo zibibbo, la vite ad alberello di Pantelleria, l’isola siciliana perla nera del Mediterraneo, e’ diventato Patrimonio dell’Umanita’   dell’Unesco, il settimo in Sicilia.

E’ la prima volta per una pratica agricola.

La vite ad alberello viene protetta in ogni modo dai forti venti che spazzano l’isola,  sia scavando intorno all’alberello in modo quasi da interrarlo, sia proteggendolo  con muretti a secco.

Il dolcissimo succo dell’uva zibibbo da’ origine a uno dei vini passiti  piu’ preziosi d’Italia.

Sono 51 in totale i riconoscimenti Unesco al nostro paese. Ma molti altri potrebbero arrivare.

Tuttavia non bisogna certo dormire sugli allori, ma continuare a investire sul nostro patrimonio culturale e agricolo, anche perche’ il rischio che un riconoscimento venga revocato c’e’ sempre.

La Sicilia dovrebbe puntare molto di piu’ di quanto fa oggi a incrementare i flussi turistici, ancora insufficienti.

C’e’  un patrimonio immenso, ancora in buona parte non valorizzato , da cui potrebbe arrivare buona economia, crescita, posti di lavoro.  Non si comprende come mai non si punta decisamente su questo, magari migliorando infrastrutture e trasporti .

Insomma uno spreco inaccettabile di risorse in un’isola dove  la disoccupazione, soprattutto giovanile , e’ una vera piaga.

Ma oggi godiamoci la festa, dando un’occhiata a questi link.

 

https://drive.google.com/file/d/0B4p-zOeRVt19czJiZ19qdkctbjg/view?usp=sharing

Le interviste realizzate a Parigi;

 

Intervista prof Pier Luigi petrillo – curatore del Dossier Sulla Vite ad Alberello per il MIPAF

 

https://drive.google.com/file/d/0B4p-zOeRVt19dWdoNDhaUV9HT00/view?usp=sharing

 

Intervista a Salvatore Gino  Gabriele – Sindaco di Pantelleria

 

https://drive.google.com/file/d/0B4p-zOeRVt19LWNDR3NmVEphVlU/view?usp=sharing

 

Intervista Dario Cartabellotta – responsabile unico Cluster bidiversità del Mediterraneo EXPO Milano 2015 Regione Siciliana;

 

https://drive.google.com/file/d/0B4p-zOeRVt19S3M4cnZXWGx2V2c/view?usp=sharing

 

Intervista  al Produttore – José Rallo – Donnafugata

 

https://drive.google.com/file/d/0B8MEHEtg3dvndmc3ZjhaWTdYTFU/view

 

N.B:    Voglio ringraziare le migliaia di persone che mi scrivono ogni giorno per commentare questi miei post. Sono molto felice di suscitare interesse e curiosita’, e mi dispiace di non riuscire come vorrei a rispondere a tutti. Cerco di raccontare l’attualita’ piu’ interessante del mondo agroalimentare del nostro Paese, secondo me leva di sviluppo ancora non completamente valorizzata. Grazie di cuore a tutti quelli seguono questo blog.

 

 

 

Un addio senza rimpianti

Diventera’ finalmente  e definitivamente un ricordo l’oliera di vetro trasparente in ristoranti, pizzerie, bar e mense?

Speriamo proprio di si. Entra in vigore infatti l’obbligo del tappo antirabbocco per i contenitori di olio extra vergine di oliva serviti in tutti i pubblici esercizi.  Diventa operativa una legge europea del 2013 che prevede multe che dovrebbero scoraggiare chiunque: fino a ottomila euro. Un bel deterrente, necessario perche’ sull’olio sono troppo diffuse frodi, raggiri e inganni.

Gli oli di oliva devono essere presentati in contenitori etichettati  in modo conforme alla normativa vigente, con un tappo che non consenta  di modificare il contenuto o di rabboccarlo. Quando la bottiglia sara’ vuota, bisognera’ buttarla via, e non riempirla di nuovo. Stesso discorso per le oliere.

E ora bisogna adeguarsi alla normativa in tutta fretta.

Si rafforza insomma l’impegno contro  frodi e furbizie, cosi’ diffuse, per salvaguardare i consumatori e il prodotto principe della dieta mediterranea.

Queste norme arrivano in un momento molto difficile per la produzione nazionale. Mosca olearia e condizioni meteo difficilissime hanno infatti dimezzato il raccolto di olive, fatto impennare i prezzi di oltre il 40%, e aumentato le importazioni da altri paesi, in particolare dalla Spagna, che ha quadruplicato le quantita’ immesse sul nostro mercato.

Produzione scarsissima soprattutto al centro nord, con cali del raccolto tra il 35 e il 50%.

 

Una annata orribile, insomma, che ci espone all’invasione degli oli di importazione, anche dall’Africa e dal Medio Oriente, che non sempre hanno gli stessi requisiti di qualita’ e sicurezza del nostro olio extra vergine.

Infatti le importazioni  sono aumentate del 45% rispetto all’anno scorso. Se si andra’ avanti cosi’ nel 2014 si tocchera’ il massimo storico , con un valore doppio rispetto a quello nazionale  che registra una produzione intorno alle 300.000 tonnellate.

Ora pero’ scatta l’ora dei controlli, che dovranno essere tempestivi ed efficaci. Al consumatore corre l’obbligo di esigere il rispetto della legge ovunque e di leggere bene le etichette prima di comprare.

Solida certezza sono gli oli dop, ne abbiamo ben 43, che garantiscono l’origine italiana.

E i ristoratori questa volta faranno fino in fondo i loro dovere?  E’ proprio ora che capiscano quanto non vale la pena risparmiare su questo ingrediente fondamentale. Un buon olio extra vergine fa bene alla salute e esalta il gusto del piatto, uno cattivo fa male alla salute e rovina un piatto ben riuscito.

Non solo: sarebbe importante che l’olio extra vergine di qualita’ – magari accompagnato da buoni pani artigianali – fosse la prima cosa che arriva al tavolo del cliente.

Lo dice il buon senso, e non ci vuole una legge per capirlo.

SPUMANTI ITALIANI: L’ANNO DEI RECORD

CRISI?  QUALE CRISI?  NON LA SENTONO CERTAMENTE LE BOLLICINE MADE IN ITALY CHE METTONO A SEGNO VITTORIE SU VITTORIE.

PER L’EXPORT QUEST’ANNO E’ BOOM: + 24% IL BALZO RISPETTO ALLO SCORSO ANNO.  QUATTRO VOLTE PIU’ DELLO CHAMPAGNE . 350 I MILIONI DI BOTTIGLIE CHE ABBIAMO SPEDITO OVUNQUE NEL MONDO. NEI PAESI DOVE ABBIAMO SEMPRE VINTO FACILMENTE, MA ANCHE NUOVI MERCATI COME RUSSIA E CINA.

E’ PROPRIO IN CINA CHE SI REGISTRANO I RISULTATI PIU’ ESALTANTI, DOPO ANNI DIFFICILI IN UN MERCATO DOMINATO DEI VINI FRANCESI.  LE BOTTIGLIE DI SPUMANTE ITALIANO, ANCHE DOLCI COME L’ASTI, STANNO CONQUISTANDO UN PUBBLICO SOPRATTUTTO FEMMINILE, E L’EXPORT E’ RADDOPPIATO ,  + 106% RISPETTO ALL’ANNO SCORSO.

ANCHE NEL REGNO UNITO LA PERFORMANCE E’ RILEVANTE: + 50%, MEGLIO DEGLI STATI UNITI, ORA NON PIU’ PRIMO MERCATO DI RIFERIMENTO  PER LE BOLLICINE TRICOLORI.

MA NON SONO TUTTE ROSE E FIORI . CON IL SUCCESSO CRESCENTE, INFATTI, AUMENTANO LE IMITAZIONI, PARTICOLARMENTE PERICOLOSE IN UNA ANNATA SCARSA COME QUELLA ATTUALE, LA PIU’ MAGRA DAGLI ANNI ’50.

E POI C’E’ SEMPRE IL MERCATO INTERNO CHE NON SOLO NON SI RIPRENDE, MA CHE CONTINUA A CALARE. L’ITALIA – FA NOTARE L’OSSERVATORIO DEI VINI SPUMANTI, DEVE RECUPERARE IL CONSUMO E LE PIAZZE INTERNE NAZIONALI, ANCHE IN VISTA DI EXPO.

ANCHE ALL’ESTERO BISOGNA FARE ATTENZIONE. INFATTI LE BOLLICINE ITALIANE SONO PRESENTI  IN 62 PAESI, MENTRE LO CHAMPAGNE IN 121, E IL CAVA SPAGNOLO IN 92.

E POI , MENTRE CRESCONO I VOLUMI ESPORTATI, NON CRESCONO ALLO STESSO RITMO I PREZZI. E SU QUESTO PIANO IL CONFRONTO CON LO CHAMPAGNE NON SI PUO’ PROPRIO FARE.

UN SONDAGGIO HA RISCONTRATO CHE  C’E’ STATA UNA RIVOLUZIONE NEL TARGET CONSUMI. CRESCONO INFATTI LE DONNE CONSUMATRICI,  E I SINGLE. UNA TENDENZA IN LINEA CON LA PREDILEZIONE PER BIANCHI E ROSATI , CON MENO ALCOL E TANNINI, MORBIDI E FRUTTATI,  DI GRANDE VERSATILITA’ E FACILITA’ DI ABBINAMENTO CON IL CIBO.

ESATTAMENTE COME I NOSTRI MERAVIGLIOSI SPUMANTI ITALIANI.

EXPO IN CHIAROSCURO

 

HO DIGITATO LA PAROLA   “EXPO” E FATTO UNA RICERCA NELLE AGENZIE DI STAMPA DI OGGI. ECCO LE NOTIZIE A POCHI MESI DALL’INIZIO DELL’EVENTO DI MILANO.

SECONDO UNA RICERCA DI CISALPINA TOURS PRESENTATA OGGI A FIRENZE, IL 57% DELLE AZIENDE ITALIANE NON HA ANCORA PREVISTO ALCUNA MANIFESTAZIONE O EVENTO CORRELATO A EXPO 2015. PREVALE LA CONVINZIONE , PER IL 78%, CHE IL PROPRIO BUSINESS NON SI ADATTI AL TEMA PORTANTE – “NUTRIRE IL PIANETA” – MA ANCHE DAL TIMORE DI UN’ECCESSIVA  CONCORRENZA  O DEGLI ELEVATI COSTI.

NON BASTA.   RAFFAELE CANTONE, COMMISSARIO ANTICORRUZIONE DICE: PER PALAZZO ITALIA CI SONO UNA SERIE DI PROBLEMI CHE RIGUARDANO I TEMPI DI REALIZZAZIONE SU CUI  SI STA LAVORANDO.

E ANCORA. LA COSTOSA OPERA SIMBOLO DI EXPO , L’ALBERO DELLA VITA, E’ ANCORA FERMO. CANTONE DICE : MANCA CHIAREZZA.

A QUESTO PUNTO E’ D’OBBLIGO UN PROFONDO RESPIRO E NECESSARIO CHIAMARE A RACCOLTA TUTTO L’OTTIMISMO DI CUI SI E’ CAPACI.

E’ VERO CHE NOI ITALIANI DIAMO IL MEGLIO DI NOI STESSI QUANDO SIAMO ALLE STRETTE, CON IL FIATONE E IL SUDORE SULLA FRONTE,  E CHE DAVANTI ALL’ULTIMO MIGLIO RITROVIAMO MIRACOLOSAMENTE LO SCATTO DEL MIGLIORE CENTOMETRISTA.

E DOBBIAMO CREDERE CON TUTTE LE FORZE CHE ANCHE QUESTA VOLTA ANDRA’ COSI’, ANCHE SE L’ULTIMO BULLONE SARA’ AVVITATO LA MATTINA DEL 1 MAGGIO 2015.

ED ECCO LA BELLA NOTIZIA: IL CIPE HA APPROVATO IERI L’ASSEGNAZIONE DI OLTRE 21 MILIONI DI EURO DI RISORSE PER IL PROGETTO “EXPO E TERRITORI” CHE HA LO SCOPO DI COLLEGARE  L’EVENTO DI MILANO  AI DIVERSI TERRITORI ITALIANI, AFFINCHE’ POSSANO DIVENIRE DESTINATARI DI FLUSSI TURISTICI. L’OBIETTIVO E’ PRESENTARE E VALORIZZARE LE ECCELLENZE PRODUTTIVE E SCIENTIFICHE  DELLE DIVERSE FILIERE AGROALIMENTARI INSIEME AL PATRIMONIO CULTURALE E ARTISTICO AI BENI PAESAGGISTICI E NATURALISTICI , ALLE STRUTTURE DI ACCOGLIENZA E RICETTIVITA’.

 

A QUESTO PROPOSITO MI PIACE SEGNALARE UN BEL PROGETTO DI GIAMPIETRO COMOLLI, DIRETTORE DELL’OSSERVATORIO ECONOMICO VINI EFFERVESCENTI , UN  “POxEXPO”, UN VIAGGIO SUL FIUME PO FRA CULTURA, GUSTO ALIMENTAZIONE E ARCHITETTURA.  IL FIUME PO COME LA SPINA DORSALE DEL MADE IN ITALY ALIMENTARE, INSOMMA.

 

COME NON RICORDARE IL FAMOSISSIMO “ VIAGGIO LUNGO IL PO ALLA RICERCA DEI CIBI GENUINI”  DI MARIO SOLDATI?  ERA IL LONTANO  1957, ERANO DODICI INDIMENTICABILI PUNTATE CHE MOSTRAVANO UNA ITALIA POST BELLICA, E LE SUE TRADIZIONI GASTRONOMICHE. POVERE  MA RICCHE DI SAPORI E SAPERI.

 

 

MICHELIN 2015 2.0

LA ROSSA DIVENTA SOCIAL. ALLA PRESENTAZIONE DELLA SESSANTESIMA EDIZIONE DELLA GUIDA PIU’ TEMUTA DAGLI CHEF, E’ STATA LANCIATA SUL MERCATO LA NUOVA APP GRATUITA CHE PERMETTERA’ DI ACCEDERE A TUTTI I RISTORANTI DELLA GUIDA , CONDIVIDERE OPINIONI E FOTO, CREARE I PROPRI PREFERITI ED ESSERE GUIDATI AL RISTORANTE SCELTO DA ITINERARI A PORTATA DI CLICK. NELLA NUOVA APP SI TROVERANNO LE RECENSIONI DEGLI ISPETTORI, I SERVIZI E LE STRUTTURE DI CUI SI PUO’ DISPORRE, I COMMENTI E LE FOTO.

LA MICHELIN SI METTE AL PASSO DEI TEMPI, INSOMMA, OFFRENDO UN SERVIZIO CHE SARA’ SICURAMENTE MOLTO APPREZZATO.

PER IL RESTO, LA ROSSA QUEST’ANNO NON CI HA REGALATO FUOCHI D’ARTIFICIO E UN NUOVO TRE STELLE. RESTANO INFATTI 8 I RISTORANTI NELL’OLIMPO, TUTTI CONFERMATI, DA CRIPPA A BOTTURA A ROMITO.

SONO BEN 60 PERO’ LE NOVITA’ E TRA I RISTORANTI DI QUALITA’, L’ITALIA SI CONFERMA LA SECONDA SELEZIONE PIU’ RICCA AL MONDO.

SPICCANO I NUOVI DUE STELLE, DUE RISTORANTI DI “PERIFERIA” PER COSI’ DIRE. IL PICCOLO PRINCIPE DI VIAREGGIO E TAVERNA ESTIA A BRUSCIANO, IN PROVINCIA DI NAPOLI, ENTRAMBI GUIDATI DA CHEF CAMPANI.

E NON MANCANO LE SORPRESE. PER ME LA PIU’ GRADITA E’ LA STELLA ALLA MACELLERIA DAMINI DI ARZIGNAGO , IN PROVINCIA DI VICENZA. E’ LA PRIMA VOLTA IN ASSOLUTO CHE UN RISTORANTE ALL’INTERNO DI UNA MACELLERIA DIVENTA STELLATO. UNA STELLA MERITATISSIMA DAI FRATELLI DAMINI.

E POI CI SONO GLI SCONFITTI , E SONO PROPRIO DOLORI. CARLO CRACCO PERDE UNA STELLA, ED E’ UN VERO DISPIACERE. STESSA SORTE PER IL DESCO DI VERONA.LOMBARDIA, PIEMONTE E CAMPANIA LE REGIONI PIU’ STELLATE.

L’ALTA RISTORAZIONE RISPONDE ALLE ESIGENZE DEI PROPRIO CLIENTI E AI BUDGET RISICATI E NON SONO POCHI I RISTORANTI STELLATI CHE PROPONGONO MENU A PREZZO BASSO, PARTENDO DA 25 EURO.

ANCHE NEL PIATTI C’E’ PIU’ SOSTANZA E CONCRETEZZA , UNA SVOLTA VERSO IL CONFORT FOOD CHE SI RAFFORZA SEMPRE PIU’.

INFINE UN’OCCHIATA ALL’ALTRO LATO DELLA LUNA DELLA CUCINA ITALIANA, QUELLO FEMMINILE.
SONO SOLO 110 LE SUPERCHEF NEL MONDO, 47 QUELLE TRICOLORE, E – SORPRESA – SIAMO IL PAESE CON PIU’ CUOCHE STELLATE AL MONDO.
SAPERLO CI FA SENTIRE MOLTO MEGLIO.

ITALIA BUONA IN FESTA : PIADINA ROMAGNOLA E SALAMA DA SUGO DIVENTANO IGP

PIADINA E’ UNO DEI MIEI RICORDI GASTRONOMICI PIU’ FORTI.  IL GRANDE CHEF AIMO MORONI MI FECE ASSAGGIARE QUALCHE ANNO FA UNA SALAMA DA SUGO CHE SI E’ STAMPATA NELLA MIA MEMORIA GUSTATIVA: MORBIDA, PROFUMATA, SUCCULENTA, LA MIGLIORE IN ASSOLUTO, FRUTTO DELLA MAESTRIA DI UN GRANDE ARTIGIANO.

 

ME NE SONO RICORDATA QUANDO HO LETTO LA BELLA NOTIZIA DI OGGI. LA SALAMA FERRARESE E LA PIADINA ROMAGNOLA HANNO OTTENUTO IL RICONOSCIMENTO EUROPEO DI PRODOTTI A INDICAZIONE GEOGRAFICA  PROTETTA, PORTANDO COSI’ IL NUMERO DI PRODOTTI ITALIANI TUTELATI A 268, UN VERO RECORD.

 

SECONDI A NESSUNO, ANZI: AUMENTA IL DISTACCO CON LA FRANCIA , CHE NE HA 217 , E CON LA SPAGNA,  CHE NE HA 179.

INSOMMA CI CONFERMIANO LEADER NELLA QUALITA’ E NELLA TIPICITA’.

IL FATTURATO AL CONSUMO REALIZZATO IN ITALIA E ALL’ESTERO DAI PRODOTTI ITALIANI DOP E IGP HA SUPERATO QUOTA 13 MILIARDI DI EURO.

 

COSA DIRE DELLA PIADINA, O PIADA? SPERIAMO CHE ORA SIA EFFICACEMENTE TUTELATA  DAI NUMEROSISSIMI TENTATIVI DI IMITAZIONE  E CONTRAFFAZIONE.

 

D’ORA IN POI SI POTRA’ CHIAMARE PIADINA ROMAGNOLA SOLO QUELLA PRODOTTA E CONFEZIONATA NEL LUOGO DI ORIGINE, LA ROMAGNA, DAI PRODUTTORI CHE ADOTTERANNO IL DISCIPLINARE APPROVATO.

UNA VITTORIA PER TUTTA LA ROMAGNA – ESULTA IL CONSORZIO DI TUTELA – CHE RACCOGLIE I FRUTTI DI UNA LUNGA BATTAGLIA DURATA PIU’ DI DIECI ANNI .

 

TASSELLO FONDAMENTALE NEL RICONOSCIMENTO DELL’IGP E’ STATA L’APPROVAZIONE DEL DISCIPLINARE.

QUATTRO GLI INGREDIENTI  BASE: FARINA DI GRANO TENERO, ACQUA, SALE , GRASSI ( OLIO EXTRA EVRGINE DI OLIVA E STRUTTO), LIEVITO. DIVIETO ASSOLUTO DI AGGIUNGERE CONSERVANTI, AROMI E ADDITIVI.

 

LA SALAMA DA SUGO, DALLA FORMA DI GROSSO MELONE,  RISALE AL PERIODO ESTENSE. E’ UNA MISCELA DI CARNI SUINE  AROMATIZZATE E INSACCATE  NELLA VESCICA NATURALE DEL SUINO.

 

LUNGA LA COTTURA IN ACQUA BOLLENTE, MA L’ATTESA , CREDETEMI , VALE DAVVERO LA PENA.