CARNIVORI E VEGETARIANI

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E’ LA TENDENZA DEL MOMENTO. RIDURRE FORTEMENTE I CONSUMI DI CARNE, O RINUNCIARVI DEL TUTTO.

UN RECENTE SONDAGGIO, COMMISSIONATO A GFK EURISKO DA UNA COOPERATIVA LATTIERO CASEARIA  CUI CONFERISCONO OLTRE 1000 PRODUTTORI, RIVELA CHE GLI ITALIANI STANNO CAMBIANO ABITUDINI ALIMENTARI, SPENDENDO DI PIU’ PER FRUTTA E VERDURA, CEREALI E PESCE CHE PER LA CARNE.

INFLUISCE SU QUESTI RISULTATI ANCHE LA RACCOMANDAZIONE DI MOLTI NUTRIZIONISTI DI ELIMINARE O RIDURRE FORTEMENTE IL CONSUMO DI CARNE, IN PARTICOLARE  DI QUELLA ROSSA.

NEGLI ULTIMI VENTI ANNI  SONO AUMENTATI GLI ITALIANI CHE SCELGONO LA DIETA MEDITERRANEA,

CHE SI FONDA SU VERDURA E FRUTTA, CHE PREFERISCONO I PASTI SLOW E CHE , IN GENERALE, SONO PIU’ ATTENTI ALL’ALIMENTAZIONE .

INOLTRE CROLLA IL PASTO COMPLETO A PRANZO, MA SOPRATTUTTO ALLA SERA, MENTRE CRESCE LA COLAZIONE E SI FA STRADA IL FUORIPASTO.

IL CIBO DEVE ESSERE OGGI BUONO DA PENSARE ANCORA PRIMA CHE BUONO DA MANGIARE – SOSTIENE LA RICERCA – . IN PRIMO PIANO LA CONVIVIALITA’, MA ANCHE IL FATTORE SALUTARE, CIOE’ PROTETTIVO, DEL CIBO E POI IL VALORE DELLA SOSTENIBILITA’, DEL CIBO ETICO, STAGIONALE, DI FILIERA CORTA.

DAL 2006 AD OGGI – CONTINUA LA RICERCA- SONO 2 MILIONI GLI ITALIANI CHE HANNO PRESO LE DISTANZE  DA CARNE E SALUMI, MENTRE AUMENTANO COLORO CHE SI ISPIRANO NELLE PROPRIE SCELTE ALIMENTARI A MODELLI VEGETARIANI O VEGANI.

CHI RESTA FEDELE ALLA CARNE CERCA PERO’ UNA MAGGIORE QUALITA’, GARANZIE SULL’ALIMENTAZIONE DEGLI ANIMALI,  RAZZE AUTOCTONE ALLEVATE CONSIDERANDO IL BENESSERE ANIMALE, CHE IN ITALIA SONO NUMEROSE, PENSIAMO ALLA CHIANINA, ALLA MARCHIGIANA, O ALLA PIEMONTESE.

PER I PRODUTTORI E’ ARRIVATA OGGI UNA BUONA NOTIZIA: DOPO UNA INTENSA TRATTATIVA DURATA PIU’ DI UN ANNO  LE AUTORITA’ STATUNITENSI HANNO RIMOSSO UNA SERIE DI MISURE CHE LIMITAVANO FORTEMENTE L’EXPORT DEI PRODOTTI ITALIANI A BASE DI CARNE CRUDA STAGIONATA VERSO IL MERCATO AMERICANO.

SE I PAESI INDUSTRIALIZZATI SEMBRANO RIDURRE IL CONSUMO DI CARNE, ALTRI PAESI CHE ESCONO DALLA POVERTA’ INVECE  LO INCREMENTANO.

CON UN FORTE AUMENTO DELL’OBESITA’ NEI PAESI EMERGENTI. NEGLI ULTIMI ANNI IL PROBLEMA E’ ESPLOSO: SONO SOVRAPPESO O OBESI, – DICE L’OMS – IL 53% DEI BRASILIANI, IL 65% DEI MESSICANI, IL 70% DEGLI ABITANTI DEL MEDIO ORIENTE, IL 25% DEI CINESI.

GLI ESPERTI CHIAMAMO IL FENOMENO “TRANSIZIONE ALIMENTARE”: AL CRESCERE DEL REDDITO CIBI A BASSO CONTENUTO CALORICO, COME I CEREALI, VENGONO SOSTITUITI CON ALTRI DI MAGGIOR PREGIO, MA ANCHE A MAGGIOR CONTENUTO CALORICO COME LA CARNE, MA ANCHE IL LATTE E I LATTICINI, OPPURE CON PRODOTTI INDUSTRIALI CONFEZIONATI, SPESSO DI BASSA QUALITA’ NUTRIZIONALE PERCHE’ TROPPO POVERI DI MICRONUTRIENTI.  AL TEMPO STESSO LA VITA DIVENTA PIU’ SEDENTARIA E IL FABBISOGNO CALORICO DIMINUISCE.

DIETE  TROPPO POVERE DIVENTANO COSI’ TROPPO RICCHE, COME E’ AVVENUTO IN ITALIA, DOVE I CONSUMI ALIMENTARI SONO  STATI COMPLESSIVAMENTE IN LINEA CON IL FABBISOGNO REALE SOLO INTORNO AL 1955.

L’IMPATTO AMBIENTALE DELLA CARNE – NON VA DIMENTICATO – E’ GIGANTESCO. LA FAO HA CALCOLATO CHE , SE PESASSIMO SU UNA BILANCIA TUTTI GLI ANIMALI DOMESTICI, SCOPRIREMMO CHE RAPPRESENTANO UN QUINTO DI TUTTI GLI ANIMALI ESISTENTI SULLA TERRA.

PER IL PASCOLO USIAMO UN QUARTO DELLE TERRE EMERSE: UNA SUPERFICIE GRANDE COME TUTTA L’AFRICA PIU’ META’ DELL’EUROPA, DOVE SUOLO  E VEGETAZIONE SONO DEGRADATI. PER PRODURRE MANGIMI, COME SOIA E MAIS, USIAMO UN TERZO DI TUTTA LA TERRA COLTIVABILE ,

LA PRODUZIONE DI CARNE E’ ANCHE IL PRINCIPALE FATTORE DIETRO LA DISTRUZIONE DELLE FORESTE TROPICALI, ED E’ RESPONSABILE DEL 18% DELLA PRODUZIONE DI GAS SERRA: UN CONTRIBUTO MAGGIORE DI QUELLO DELL’INTERO SISTEMA DEI TRASPORTI GLOBALE. IL SETTORE ZOOTECNICO E’ ANCHE UNO DEI MAGGIORI CONSUMATORI DI ACQUA DOLCE.

C’E DI CHE RIFLETTERE ATTENTAMENTE.

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